La Fondazione Il Bene ha intervistato anche la Prof.ssa Giovanna Marchetti che fa parte del team di ricercatori dell’Università di Ferrara, che si occupa dello studio sulla SM.

  • Professoressa vuole parlarci del lavoro di ricerca che il team di cui fa parte sta portando avanti e degli importanti traguardi raggiunti?

Faccio parte di un gruppo di ricerca di base che cerca di studiare meccanismi che possono portare ad una patologia, in questo caso la SM. L’attività di ricerca di base, in questo caso della SM, ha assolutamente necessità di affiancarsi al clinico, al medico, perché molto spesso è il medico che studiando, osservando i suoi pazienti, si pone delle domande relativamente alla patologia, quindi alla SM, di come possa insorgere, di come possa evolvere, quesiti che il ricercatore di base può cercare, attraverso i mezzi della ricerca di base, di comprendere e assieme al clinico – è importantissimo lo scambio del pensiero scientifico tra il ricercatore di base e il clinico.

Noi siamo interessati a studiare dei meccanismi che possono portare alla patologia, patologia che è bene ricordare quanto sia complessa, in cui molti fattori possono concorrere allo sviluppo e alla progressione della medesima. È una patologia, se vogliamo, difficile da studiare perché molte sono le componenti. In particolare modo, in questo ultimo anno di ricerca che è stato particolarmente fruttuoso come ha detto il Prof. Bernardi, uno degli aspetti che abbiamo voluto studiare sono gli aspetti vascolari quindi connessi con il sistema vascolare relativi alla SM. Parte dei pazienti affetti da questa patologia soffrono anche di disturbi riguardanti il deflusso di sangue dal cervello verso il cuore. Una vena molto importante che drena il sangue dal cervello è la vena giugulare. Noi, in questo anno di ricerca, abbiamo studiato sia la parete vascolare della giugulare, di questa vena importante, in soggetti affetti da SM, sia abbiamo cercato di analizzare il sangue che defluisce tramite questa vena. Quindi la ricerca di base si è rivolta sia alla parte del vaso che alle componenti che circolano nel sangue che defluisce. Questo per trovare eventuali cosiddetti marcatori biologici che possano essere associati alle caratteristiche del flusso, quindi si dice alle caratteristiche emodinamiche, di questa vena, molto importante in quanto porta il sangue refluo dal cervello.

Questo è uno degli aspetti per esempio che abbiamo affrontato, quindi l’interesse vascolare proprio perché si sa, da studi in letteratura, che la SM ha anche aspetti di patologia vascolare, inteso come distretto vascolare il distretto cerebrale.

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