La Sclerosi Multipla è una malattia tra le più comuni e più gravi del sistema nervoso centrale: è cronica, imprevedibile, progressivamente invalidante. I sintomi possono variare da persona a persona, alcuni possono ripetersi con maggiore frequenza e possono modificarsi e aggravarsi nel corso della storia della malattia. Tutti i sintomi comunque costringono la persona con SM a graduali, e talvolta repentini, cambiamenti nelle abilità e abitudini quotidiane.

A scattare una fotografia della sclerosi multipla è un’analisi pubblicata a Marzo su Lancet Neurology, eseguita per il Global Burden Disease 2016 e finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation.

Lo studio conferma molti dei trend osservati dalla ricerca negli ultimi anni, dal carattere femminile della patologia, al gradiente di prevalenza tra nord e sud geografico, che aumenta con l’aumentare della latitudine. Ma l’immagine che restituisce lo studio tiene traccia anche di come è cambiata la sclerosi multipla a livello globale e regionale e di come si è evoluto il mondo dei trattamenti disponibili.

Il primo dato che emerge dall’analisi è che nel mondo ci sono più di 2,2 milioni di persone con sclerosi multipla (dati riferiti al 2016), con una prevalenza di circa 30 casi ogni 100 mila persone, in aumento di circa il 10% dal 1990 (prevalenza standardizzata per età).

L’analisi degli esperti conferma anche gli aspetti di genere relativi alla sclerosi multipla: fino alla preadolescenza la prevalenza della malattia è paragonabile tra maschi e femmine, mentre con l’adolescenza comincia ad aumentare nel sesso femminile, con un pattern che si mantiene negli anni a venire.

La malattia colpisce oltre 122.000 persone in Italia con una diffusione doppia nelle donne rispetto agli uomini: si stimano più di 3.400 nuovi casi l’anno, con una incidenza stimata tra 5.5 e 6 su 100.000 in Italia (12 su 100.000 per la Sardegna). La patologia é diagnosticata nella maggior parte dei casi tra i 20 e i 40 anni di età. La sclerosi multipla può manifestarsi con diverse forme, principalmente quella a ricadute e remissioni e quella progressiva, rispettivamente nell’80- 85% e nel 10-15% dei casi.

La causa della sclerosi multipla non è ancora conosciuta ma, in tutto il mondo, migliaia di ricercatori stanno meticolosamente mettendo assieme tutti i pezzi di questo complicato puzzle. Ecco perché la Fondazione Il Bene Onlus sostiene il progetto di ricerca dell’équipe di scienziati dell’Università di Ferrara dal titolo “Cambiamenti nell’analisi di espressione della parete della vena giugulare interna e dei livelli di proteine plasmatiche nella Sclerosi Multipla”, e in particolare il lavoro della Dott.ssa Nicole Zilliotto.

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