Buongiorno a tutti!
Ormai ci siamo per l’ottava edizione di Verticale Solidale.

Siete pronti?

Trust yourself è l’hashtag che voglio diventi il motto di Verticale Solidale.

Ognuno di noi, alle prese con dubbi, paure, fragilità dovrà ripetere a se stesso: credo in me!

Io stessa, negli ormai otto anni in cui realizzo con voi questa avventura, spesso, ho momenti di sconforto.
La mia àncora di salvezza, tale Andrea Romboli, lo sa.
Quest’anno la crisi l’ho avuta più tardi del solito e solo un paio di volte!!!!!
Nei primi anni, dal 2012 al 2015, arrivavo spesso alla resa: non ce la faccio, è tutto troppo difficile, io sono debole e non ce la farò mai!!!!!
Dopo è arrivata l’àncora di salvezza, credere in sé stessi si può, ma fondamentale è l’aiuto che ricevi e Andrea da allora, me ne da tanto!!

Poi, i vostri sorrisi pieni di gioia che fin dal 2012 dico avermi colpita, sentire e percepire l’entusiasmo per quello che stavamo facendo, mi ha conquistata completamente.
Con un sospiro e il cuore pieno di energia mi dicevo: trust yourself Raffi!!
Non mollare!!!!
Sono un soldo di cacio, non sono nessuno però, se tutti mi stanno trasmettendo amore, forse sono riuscita a raggiungere il mio obiettivo che non è altro che far stare bene gli altri!!!

Ho capito che ciò che ci vuole è una sana dose di umiltà, mista alla consapevolezza che l’impegno e lo sforzo profusi e diffusi in quello che fai, siano sempre la base della propria crescita e che se voglio credere in me devo, per sempre, lavorare su me stessa.

Venerdì 5 inizierà la nostra avventura.
Saremo alle prese con un ambiente ostile come la montagna, sì!
Ma adattamento sarà la parola d’ordine, accettazione di sé e di ciò che si ha intorno, imperativo morale.
Solo accettando si può andare avanti: sono diverso dagli altri, il mondo intorno a me è ostile, ma io CREDO IN ME e lavoro su di me!!
Le persone che abbiamo intorno, la solidarietà di tutti gli attori coinvolti in questa avventura, siano essi malati o no, sarà la benzina che ci scorrerà nelle vene.

Capisco che il mio credo, trust yourself, sia più vicino alla religione che al puro disegno mentale.
Credere vuol dire darsi regole di vita e sentimenti che ti portino vicino alla tua religione, a ciò che essa professa. Il cristianesimo dice di seguire il bene per se stessi e per gli altri, seguire il bene in ogni sua forma.

Trust yourself per me significa coltivare il mondo intorno a te, fare della propria vita un giardino da coltivare, con impegno e volontà, con sforzo e adattamento, dove inizi a piantare delle piccole piante e negli anni arrivi a goderti i fiori e i frutti di quello su cui hai lavorato.
Lavorare per e su sé stessi, ecco cosa intendo.
Non darsi mai per scontati, non farsi bloccare dalla malattia in inutili vittimismi che purtroppo è difficile non provare, lo so, ma non dobbiamo smettere mai di imparare, di aprirci al nuovo e adattarci ad esso.
Non dobbiamo smettere mai di lottare e trarre da questo sforzo, il coraggio e la forza per andare avanti!

È solo così che riesci a credere in te stesso, lottando!

Io sono profondamente laica ma assolutamente votata al BENE, in tutte le sue forme!
In malattia, il credere in se è più difficile, ma se ci si impegna e se si lavora sulla propria sofferenza, forse si può riuscire a trovare la forza proprio da lei.
È una visione romantica lo so, dovuta probabilmente alle mie radici montanare, dove la lotta con la montagna per raggiungere una cima o per il semplice vivere, cosa che in montagna spesso non è scontato, può prendere una inaspettata visione eroica: siamo degli eroi perché, nonostante tutto quello che viviamo, la sofferenza, la diversità dovuta alla malattia, riusciamo a metterci in gioco e vivere un’avventura unica!!!
Siamo fantastici, dei VERI EROI!!!

Per concludere, la seconda crisi che ho avuto quest’anno, dove tutto mi sembrava di nuovo complicato, illeggibile e disorientato, è sparita nel giro di tre minuti.
Una cosa nella mia vita mi ha sempre accompagnata in tutto quello che faccio: il mondo del bambino.

In tre minuti, letto quello che Emma ha scritto dell’anno scorso su Verticale Solidale, tutto si è dissolto, sparito, volatilizzato!
Il bambino ha diverse qualità che purtroppo l’età adulta ci fa perdere, ma una tra quelle più speciali, è la sua acuità nel capire dove sta il nocciolo delle cose.

La cosa più bella che Emma vede, è “…la felicità negli occhi delle persone…”.
Il bambino percepisce e assimila il bene come una pianta assorbe l’acqua.
Si nutre di esso.

“…L’amicizia che nasce tra loro!…”
Il bambino non vede differenze ne ostacoli, vive l’amicizia come spinta normale verso gli altri.
L’amicizia per loro è fonte di vita, non hanno pregiudizi.

“…Nonostante le sedie a rotelle, vanno in funivia!…”
Emma ha capito e percepito il bello di ciò che qui vi sto dicendo di tenere come un imperativo morale: lo spirito di adattabilità! Il mettersi in gioco!
Come dicevo, senza tante parole, un bambino entra nel cuore delle cose con una tale facilità che l’adulto spesso ne rimane disorientato!

Ma per concludere, le parole che mi hanno commossa, devo ammetterlo, ma che al contempo mi hanno alleggerito di colpo la mente e riempito il cuore fino a farlo traboccare, sono state le ultime.

“…e sapere che un po’ è anche merito tuo…”
Il bene che ci ritorna se diamo aiuto agli altri è così forte, così potente che Emma non lo colora nemmeno con nessun aggettivo, ma semplicemente lo sente, lo vede, lo dice!

Grazie Emma e grazie a tutti perché se Verticale Solidale va avanti è perché, tutti insieme, accettiamo di lottare e insieme non molliamo mai!
Senza di voi, ve lo dico sempre, nulla si potrebbe fare!
Senza i vostri sorrisi, io e Emma, temo che avremmo potuto rinunciare!!!!
A venerdì!

#Trustyourself!!
#Nevergiveup
#Onlythebrave

Raffi

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